New Horizons: la Sonda per l’esplorazione di Plutone

Pochi anni fa, il corpo celeste all’interno del nostro sistema solare Plutone, è stato declassato da pianeta a nano pianeta. Gli scienziati però hanno voluto studiare più da vicino Plutone, in cerca di scoperte nuove ed emozionanti. Per questo compito, hanno costruito la sonda New Horizons, incaricata di scoprire quanto più possibile riguardo il nano pianeta. La sonda, se non ne fossi a conoscenza, ha riportato alcune scoperte eccezionali nel campo astronomico e tutt’ora è ancora in volo per continuare nel suo lavoro. Ecco quali sono le scoperte più importanti della sonda New Horizons!

I dettagli tecnici

La sonda New Horizons è stata lanciata nello spazio il giorno 19 gennaio 2006, dalla base americana di Cape Canaveral. L’obiettivo primario della sonda era quello di avvicinarsi a Plutone per indagare sulla geologia e la morfologia del nano pianeta. Inoltre, New Horizons doveva anche scandagliare Caronte, il satellite di Plutone e creare una mappa che permetta di identificare con chiarezza la superficie dei due corpi celesti.

La sonda New Horizons contiene al suo interno le ceneri di Clyde Tombaugh, celebre astronomo che per primo nel 1930 scoprì ed identificò Plutone. Sarai senz’altro d’accordo nell’identificare questo come il giusto riconoscimento per un uomo che ha dedicato la propria vita alla scienza e all’astronomia. Il 14 Luglio 2015 dopo un viaggio di circa nove anni, la sonda è riuscita a raggiungere l’orbita di Plutone. Da allora, New Horizons ha comunicato dati molto interessanti che hanno rilevato scoperte astronomiche innovative riguardo il pianeta Nano. Ecco quali sono quelle più significative.

New Horizons: le scoperte in merito al nano pianeta Plutone

Grazie ai dati forniti, gli scienziati NASA hanno rilevato un buon numero di scoperte. In primo luogo, la missione ha evidenziato la complessità di Plutone e di Caronte, molto più elevata rispetto a quello che si credeva in passato. Poi, la sonda ha evidenziato la presenza di nebbie al suolo e di una cospicua velocità di fuga dell’atmosfera; questi due fattori hanno sconvolto gli scienziati e li hanno portati a riformulare il modello che avevano fatto riguardo al nano pianeta.

Ancora, New Horizons ha evidenziato un’enorme frattura presente sulla superficie di Caronte. A detta degli esperti ciò potrebbe nascondere un oceano congelato, oceano che potrebbe essere presente anche sotto la superficie di Plutone. Sempre riguardo al satellite Caronte, potrai notare una particolare superficie rossastra, l’unica presente nel sistema solare. Molto probabilmente l’insolità tonalità è dovuta a del materiale sfuggito da Plutone milioni di anni fa e depositatasi sul satellite. Infine, si è identificato con precisione il ghiacciaio di azoto più grande del sistema solare: è presente su Plutone, puoi chiamarlo “Sputnik Planum” ed ha un diametro che misura circa mille chilometri.

Nuove scoperte per quanto riguarda il futuro?

Dopo aver visitato Plutone, la sonda New Horizons ha un nuovo obiettivo. Attualmente, la sonda spaziale sta sorvolando la fascia di Kuiper, cercando di identificare nuovi corpi celesti presenti in questa regione. Il suo prossimo obiettivo comunque, è arrivare ai confini dello spazio conosciuto, esplorando un corpo celeste chiamato 2014 MU69. Invece, New Horizons terminerà definitivamente la propria missione intorno all’anno 2026. In questo arco di tempo, la certezza è quella che questa sonda spaziale possa fornire innumerevoli dati utili ed efficaci, che possano fare chiarezza sul nostro vasto e sconfinato sistema solare.

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